13 sabato 2019

Si può “morire di sonno”?

Quanti giorni si può sopravvivere senza dormire?

Il famoso detto popolare potrebbe avere qualche “fondamento scientifico”.

La deprivazione da sonno può causare effetti fisici e psicologici molto importanti. Se inizialmente si osserva stanchezza, cattivo umore, alterata capacità decisionale, la situazione diventa decisamente più seria in una prospettiva a lungo termine.

Dal punto di vista fisico si osserva infatti un aumentato il rischio di andare incontro a patologie gravissime, come obesità, ictus ed infarto.

Dal punto di vista psicologico invece, l’insonnia cronica aumenta la possibilità di sviluppare ansia, depressione, umore irritabile e paranoie, senza contare il disagio causato da questo tipo di situazione e l’influenza che porta sulle attività della vita quotidiana.

Non è un caso infatti che la deprivazione dal sonno sia considerato un metodo di tortura.

Ma si può morire di sonno?

Gli esperimenti sui ratti ci danno una risposta: si, almeno per quanto riguarda gli animali. Infatti in vari esperimenti condotti a partire dal 1894, ad alcuni ratti è stato impedito di dormire per alcuni giorni. I risultati furono disarmanti: dopo solo 3-4 giorni di veglia alcuni topi morirono e riportarono danni cerebrali.

E gli umani? Quanti giorni possiamo sopravvivere senza dormire?

Nel 1963 alcuni ricercatori americani hanno provato a studiare questo parametro attraverso un celebre esperimento: Randy Gadner, 17 anni, si è sottopose volontariamente per sperimentare gli effetti della mancanza di sonno. Se le prime 24 ore passarono piuttosto tranquillamente, già dal secondo giorno Randy cominciò a mostrarsi confuso e disorientato.

I giorni successivi i sintomi andarono sempre peggiorando: difficoltà del linguaggio, umore instabile, dissociazione, vuoti di memoria. Randy faceva fatica a svolgere compiti cognitivi elementari (ad esempio, semplici sottrazioni) ed oltre avere molte allucinazioni, divenne fortemente paranoico.

Dopo ben 11 giorni di veglia continuativa, l’esperimento venne interrotto anche per timore di danni permanenti al cervello.

Naturalmente non serve rimanere svegli 11 giorni per provare gli effetti sgradevoli dell’insonnia: per tutti noi è intuitivo percepire quanto dormire bene sia essenziale per la qualità della nostra vita. I farmaci spesso non sono la soluzione più efficace, intraprendere un percorso con uno psicologo competente per identificare la natura del problema ed apprendere nuove strategie, può essere utile per andare incontro a risoluzione definitiva.